30 novembre 2012

Convegno nazionale AeM francesi a Chamonix

 

 

Venerdì 23 novembre ho avuto il piacere di essere invita dalla signora Nelly Poelty, rappresentante degli accompagnatori di Chamonix, al Convegno Nazionale degli accompagnatori in montagna francesi. Per me è stato un enorme piacere ricevere questo invito, perché per la prima volta i nostri colleghi d’oltralpe, si sono resi conto che ci sono degli accompagnatori anche “dall’altra parte”, un piccolo passo avanti verso il riconoscimento della nostra figura.

Il convegno di venerdì pomeriggio, a cui ho partecipato in compagnia di Davide Glarey e Micol Murachelli , verteva sulla sostenibilità della nostra figura in Europa e nel Mondo. Partiamo dal concetto che in tutta Europa e, nel mondo in generale, l’unica figura ufficialmente riconosciuta, parliamo a livello internazionale, è la guida UIMLA (union International mountain leader). Dal momento che si possiede questo riconoscimento (e a oggi noi guide escursionistiche valdostane non ce l’abbiamo, siamo solo riconosciute tra le 4 mure della nostra regione) si può pensare di lavorare all’estero. Mi spiego meglio: non che noi GEN valdostane non possiamo lavorare all’estero, ma possiamo farlo soltanto procacciandoci i clienti sul nostro territorio. Nasce però un altro problema, in alcuni paesi della comunità europea, viene richiesta una CARTE PROFESSIONELLE, per poter lavorare su quel territorio anche solo per 1 giorno, addirittura per qualche ora. Questa Carte Professionelle, per esempio in Francia, viene rilasciata solo dal Prefetto del Departement presentando una modulistica, 2 mesi prima che venga svolta l’attività.  Cosa capirete praticamente impossibile, per via dei mille fattori che possono subentrare. Questo è fatto per regolamentare la prestazione dei professionisti che operano sul territorio e per tutelarsi, dal punto di vista della sicurezza, in caso di incidente.  In Svizzera la situazione è ancora diversa, la tua posizione deve essere segnalata soltanto in alcuni cantoni, per esempio nel Vallese la circolazione dei professionisti provenienti da altri paesi è libera fino ad un max di 30gg, nel canton Vaud, non si può sostare neanche per 1 ora, se non si è dichiarati, ma al fine di tutto, chi controlla questa cosa? Nessuno, per ora, solo nel momento in cui dovesse succedere un incidente. La Questione è molto delicata e alquanto complicata, il problema è che in Italia, la situazione è ancora peggiore. Non c’è nessuna legge, regolamento che regola la circolazione e il lavoro di guide provenienti dall’estero e questo, per ora, vale anche per la Valle d’Aosta, dove l’unico vincolo è che chi non è iscritto agli elenchi regionali, non può esercitare sul territorio valdostano e tanto meno farsi promozione e procurarsi clienti, e qui vengono fuori i mille casi di abusivismo sul nostro territorio.

Il discorso è molto più lungo e complicato, chi ha voglia di approfondirlo può telefonarmi, quello che rimane è l’importanza del nostro invito alla tavola rotonda di Chamonix, da cui è emerso che nell’essere 3 paesi che lavorano intorno ad un’unica grande montagna, il Monte Bianco, ma non solo, sarebbe bello poter essere tutti veramente uguali e sicuramente in Francia la situazione degli Accompagnatori in montagna è migliore, loro sono tutelati da un sindacato, da un rappresentante in parlamento, loro sono dei professionisti a tutti gli effetti, perchè on si può arrivare ad una cosa simile anche in Italia?

Riflettiamo…

Il Presidente: Hélène Marguerettaz